La stazione di Ravenna
Tra la Darsena e un sarcofago

Foto fondo Mazzotti cartoline
Ravenna
Ravenna, la Roma dei bassi tempi, capitale dei regni di Odoacre e Teodorico, sede dell'esarcato bizantino.
La città di Ravenna, nota per i suoi mosaici e per la presenza della tomba di Dante, è caratterizzata dalla centralissima stazione e da uno specchio d'acqua posteriore alla stazione stessa; meglio conosciuto come Darsena.
Questa città gode sempre più i vantaggi dello sviluppo ferroviario, congiunta per comode e dirette linee ferroviarie con Bologna, Rimini, Ferrara, etc.
Foto di Sergey Dzyuba
La Darsena
Terminale del canale Corsini poi Candiano, la Darsena è il porto storico della città, fiancheggiata da magazzini funzionali all'attività portuale. La Darsena si estende in senso perpendicolare ai binari della ferrovia e in testata, il suo vecchia braccio chiamato ' Darsena Bidente ', lambiva la chiesa di San Simone e Giuda.
Foto di Garoni Franco
Ravenna una "Porta sul mare"
Nell'ambito del PRG '93 (il Piano Regolatore Generale del 1993) viene avviato il progetto di riqualificazione della Darsena e nel 2015 è stato approvato il Piano Operativo Comunale (POC) tematico “Darsena di Città". La riqualificazione urbana si fondava sull'idea di ricostruire un unico sistema territoriale.
Una riqualificazione che prevede interventi pubblici e privati, come la realizzazione della nuova stazione Ponte, una cerniera fra il nuovo quartiere e la città.
Gli interventi della riqualificazione rispondono a linee d'azione che hanno come obiettivo quello di collegare mediante la Darsena, il cuore della città storica (Piazza del Popolo) con il mare, tramite la stazione ferroviaria ed i sottopassi. Inoltre un altro obiettivo è quello di migliorare contestualmente la fruibilità e l’accessibilità della stazione mediante un secondo accesso dalla darsena e dal nodo intermodale di piazzale A. Moro. Il nuovo attraversamento si collega al sottopasso esistente, che inizia presso l'edificio della stazione e si chiude in corrispondenza del binario n.7.
Foto fondo Mazzotti cartoline
Foto fondo Mazzotti cartoline
Ravenna e la sua stazione ferroviaria
Nell'arco 1863-1869 lo sviluppo del trasporto su ferro nella penisola investe anche Ravenna che viene collegata a Castelbolognese, Ferrara e Rimini. La linea ferroviaria Castelbolognese-Ravenna viene inaugurata il 23 agosto del 1863 dal Principe Eugenio Carignano di Savoia, in nome del Re e del Governo. Nel 1921 viene poi collegata alla linea Firenze-Faenza. La strada ferrata tangeva la cinta muraria di Ravenna, un posizionamento non casuale, seguito da un preciso programma di accorpamento tra la nuova infrastruttura (trasporto su ferro) e quella esistente idroviaria, costituita da Canale Corsini.
Secondo l'Ing. capo del Comune la migliore posizione per la collocazione della stazione era propio quella a contatto con la Darsena, qui hanno luogo tutti i movimenti commerciali dipendenti da Porto Corsini. Nel corso degli anni vennero redatti molti PRG, ovvero molti piani regolatori generali e lo scopo principale era quello di ampliare la città. Spesso tra le proposte si presentava l'idea di voler spostare la stazione a Nord, come accadde nel PRG del 1927 e le motivazioni erano due: il fatto che la stazione per la sua ubicazione impediva la veduta della darsena e perchè l'organizzazione delle sue strutture interne la rendevano poco piacevole e scomoda agli occhi dei viaggiatori. Ma la decisione di spostarla non venne mai presa, in compenso però venne raddoppiata la linea adriatica (Rimini-Ravenna-Ferrara-Padova-Venezia) come alternativa alla polarizzazione di tutto il sistema ferroviario su Bologna.
I progetti furono davvero molti e fra i tanti possiamo identificarne alcuni di "spicco", come quello della Marmarica o quello della Porta Binaria. Proprio quest'ultimo aveva come oggetto la Stazione di Ravenna, fra le proposte progettuali si distingue quella di Aldo Aymonino e Lorenzo Sarti che si definisce "Progetto Darsena" e proponeva di avere una stazione ponte per superare la barriera rappresentata dal fascio dei binari, consentendo un collegamento più agevole fra il centro storico e la darsena, suggerendo anche un nuovo assetto per le aree ormai dismesse poste lungo il tratto terminale del canale.
Foto fondo Mazzotti cartoline
La stazione ferroviaria
L'inaugurazione della stazione avvenne dunque nel 1863 in concomitanza con l’apertura della linea proveniente da Castel Bolognese, in prossimità della Darsena proprio per favorire l'interscambio con il porto. Inizialmente la zona di costruzione era periferica, tra il centro storico della città e la parte terminale del porto; nel corso degli anni venne inglobata nel tessuto urbano.
Il fabbricato dei viaggiatori presenta sulla facciata cinque finestroni a tutto sesto che ricordano quelli della chiesa di San Giovanni Evangelista. Questo fabbricato viene poi distrutto dai bombardamenti del 1944 e successivamente riedificato nel 1952.
Per collegare il vicino quartiere Farini alla Darsena viene realizzato un sottopassaggio, riqualificato e adornato con graffiti pop art.
Foto di Elisée Reclus
La stazione oggi dispone di otto binari centrali, di cui sette serviti da banchina e di tre binari tronchi posti in posizione laterale.
Autore: Picasa
Il fabbricato dei viaggiatori e i bombardamenti
Fra dicembre 1943 e settembre 1944 il centro di Ravenna subisce 52 bombardamenti alleati. L'area di maggior interesse per le incursioni aeree è rappresentata dalla stazione ferroviaria e dalla zona portuale. Infatti nell'agosto del 1944 si contano cinque bombardamenti in venti giorni, tutti indirizzati nella zona tra il porto ed il centro storico, oggi in gran parte ristrutturato.
Dopo l'incursione del 25 agosto 1944 ad opera di duecento bombardieri, viene sottoscritta una relazione descrittiva nella quale il Soprintendente arch. Corrado Capezzuoli elenca tutti gli edifici maggiormente daneggiati. In cima alla lista si trova l'antica chiesa di San Giovanni Evangelista che, secondo la storia, venne eretta nel V sec. d.C. per un voto fatto da Galla Placidia.
Progetto e soggetto attuatore: RFI.
Il ritrovamento del sarcofago
Nel 1976 un articolo presente nel giornale "Il Resto del Carlino", documentava uno straordinario ritrovamento archeologico alla stazione di Ravenna. Il merito va ad una squadra di operai che lavorava alla realizzazione del sottopassaggio ferroviario, questi hanno riportato alla luce un sarcofago risalente al VI sec. d.C. ed interrato ad una profondità di circa quattro metri. La tomba venne quindi dissotterrata e portata alla Sovraintendenza ai monumenti, dove venne esaminata.
Il sarcofago, di notevele pregio artistico, era ben conservato e quasi sicuramente apparteneva ad una necropoli ariana. É probabile che gli antichi abitanti del lido ravennate lo avevano trasportato su una duna sabbiosa per farlo a pezzi e per poi riutilizzarne il materiale. Opera, quest'ultima, che rimase incompiuta visto che sono venuti alla luce metà del coperchio, tutto il fondo ed un lungo pezzo del fianco, in aggiunta a tutto questo all'interno del sarcofago sono stati rinvenuti alcuni resti umani, cocci di vasi e tracce di calce.
Il sovraintendente ai monumenti durante quel periodo era l'architetto Luigi Pavan, lui insieme ai due ispettori onorari: monsignore Mazzotti e dottore Cortesi hanno seguito personalmente le varie fasi del recupero, procedendo a dei rilievi fotografici.
Il coperchio del sarcofago, sulla sua superficie, non presenta opere d'arte; ciononostante è quasi certo che la tomba fosse destinata ad accogliere un personaggio abbastanza importante, proprio per questo il ritrovamento venne ritenuto degno di nota.
Piazza Luigi Carlo Farini
Esternamente alla stazione, al centro della rotonda, è presente il monumento dedicato a Luigi Carlo Farini. Quest'uomo fu un eminente personaggio della politica italiana, dittatore dell'Emilia e protagonista dell’annessione della regione al Regno d’Italia. Fu decisivo il suo ruolo nella scelta di raccordare Ravenna al resto della rete ferroviaria nazionale. Egli morì nel 1866 e per onorarne il nome il comitato istituto decise di far erigere un monumento. L'incarico venne affidato allo scultore Enrico Pazzi e la scelta di posizionare l'opera scultorea nel piazzale di fronte alla stazione ferroviaria, venne presa dal medesimo comitato.
Nella notte del 4 settembre 1944 furono sganciate delle bombe dagli aerei alleati, queste colpirono la stazione ferroviaria e distrussero anche la statua dedicata a Farini.
Nel 1995 il Comitato per il restauro di opere risorgimentali affidò a Giannantonio Bucci, scultore ravennate, il compito di innalzare, utilizzando il modello originale, il monumento che ancora oggi possiamo ammirare.
Foto di Luca Borghi
Il dittatore emiliano è raffigurato su una larga e bassa poltrona, con le spalle rivolte all'ingresso della stazione.
"Un Ponte dal passato al futuro"
Immagine del progetto
Il Comune di Ravenna ha lanciato un concorso e l'obiettivo è quello di trovare delle soluzioni per collegare il centro storico al futuro nuovo quartiere della Darsena, perchè questi due luoghi non si devono vivere come organi separati, bensì come parte dello stesso sistema; questo è possibile grazie ad una passerella ciclo-pedonale. Si potrà così ottenere una "piazza" in testata della Darsena.
L'esposizione di questo progetto si intitola: "Un ponte dal passato al futuro", questa è presente in una mostra a Palazzo Rasponi dalla Teste dal 21 gennaio al 13 febbraio. Mostra che propone i 17 progetti esibiti al concorso di idee: "Hub intermodale della stazione ferroviaria di Ravenna, cerniera urbana tra città storica e Darsena di città".
Immagine del progetto
Il primo posto è stato vinto dall'architetto padovano Davide Lorenzato.