Le Compagnie Portuali di Ravenna
Dalle prime cooperative alla Compagnia moderna
Ai tempi della vecchia Darsena, le operazioni di carico e scarico erano affidate a gruppi non organizzati di facchini volontari senza tutela, e spesso in contrasto tra di loro. Il diritto di scarico in particolare veniva talvolta ottenuto dopo aver faticosamente trascinato le navi in alaggio dall'imbocco del porto alla Darsena, lungo la strada che costeggiava il canale.
I LUOGHI
Mappa dell'evoluzione delle compagnie portuali a Ravenna.
Nel XX secolo si assiste al decollo economico di Ravenna, con uno sviluppo industriale che richiede una riorganizzazione delle attività portuali.
Facchino al lavoro, con la caratteristica madia (o "matra") per il trasporto del carbone - Fondo Piancastelli, Biblioteca comunale Saffi di Forlì
Nel 1902 sorge finalmente la prima cooperativa dei lavoratori portuali, composta da un gruppo eterogeneo del quale facevano parte anarchici, socialisti collettivisti e repubblicani intransigenti guidata da Marino Minghetti soprannominato fis-ciò, esponente del socialismo radicale. Compito della cooperativa era regolare e gestire i rapporti tra gli armatori e i comandanti delle navi.
Il 1910 vede una rottura all'interno all'interno della Federazione Cooperative, a causa dei contrasti sia ideologici che economici fra lavoratori repubblicani e socialisti. I repubblicani abbandonano così la federazione per fondare il Consorzio Autonomo della Cooperativa, al quale aderirà il trenta percento circa dei vecchi soci.
Attività di carico e scarico merci dai vagoni ferroviari in darsena - Fondo Piancastelli, Biblioteca comunale Saffi di Forlì
Negli anni venti lo Stato determina l'inquadramento giuridico delle compagnie portuali; nel 1926 vengono istituite le capitanerie di porto ed i Regi Uffici del Lavoro Portuale, mentre con il regio decreto-legge n. 166 nel 1929 viene istituita la figura giuridica della Compagnia Portuale, supervisionata dalle autorità militari e guidata dalla figura del console, che sostituisce quella del direttore.
La sede della Compagnia Portuale Armando Casalini, presso la darsena bidente - Il Porto di Ravenna, in Il Romagnolo.
Nel gennaio del 1930 viene creata la Compagnia Portuale Armando Casalini, che sostituisce le due vecchie cooperative sotto la direzione di Pietro Segurini. Gli anni trenta sono caratterizzati dallo sviluppo delle attività industriali e di conseguenza, di quelle portuali; nel 1938 viene inaugurata la sede sociale della nuova Compagnia Portuale, nella quale si contavano già duecento soci, con sale di lettura, ambienti sportivi, e un circolo ricreativo.
Con la seconda guerra mondiale si assiste all'interruzione dell'attività produttiva e i danni bellici si concentrano nell'area portuale; nel 1942 viene tuttavia emanato il RDLN n. 110, con il quale le compagnie portuali ottengono l'esclusiva demaniale della banchina Segue un periodo di rinascita economica, che vede il porto di Ravenna registrare un traffico di merci secondo, nell'Adriatico, alla sola Venezia.
Logo dell'attuale Compagnia Portuale di Ravenna
La Compagnia Portuale continuerà ad accompagnare le attività del porto e della darsena di Ravenna fino al 1994, quando viene sostituita dall'attuale Cooperativa Portuale, che continua tutt'oggi a occuparsi dei servizi di imbarco, sbarco e movimentazione di merci nel ravennate.