
Le Dighe Foranee “Benigno Zaccagnini” e “Luciano Cavalcoli”
La Camera di Commercio sostiene l’esigenza di sviluppare il porto, in modo da renderlo adatto a sostenere le ambizioni di sviluppo industriale.
Su sollecitazione di quest’ultima, nel 1950 il Genio Civile redasse un piano regolatore relativo all’area del porto, che riprendeva e ampliava un progetto degli anni Quaranta.

Enrico Mattei imprime l’accelerazione decisiva nella metà degli anni Cinquanta, grazie alla mediazione politica di Benigno Zaccagnini. L’imprenditore sceglie Ravenna quale sede del futuro polo petrolchimico dell’ENI.

Per adeguare il porto alle accresciute esigenze, tali da imporre la trasformazione dello scalo ravennate in sito di primissima importanza nazionale, il 28 giugno 1957 si costituisce la Società per Azioni del Porto Industriale di Ravenna (SAPIR).

Ma ancora più importante è l’approvazione, alla fine dello stesso anno, della cosiddetta “Legge Zaccagnini”, che sancisce il diretto impegno dello Stato a realizzare, attraverso la SAPIR, i lavori di ampliamento e approfondimento del porto Corsini.
Il progetto, preparato dal professor Luigi Greco, prevede: un importante lavoro di scavo dei fondali per raggiungere una profondità di circa dieci metri, l’allargamento del canale Candiano per un tratto di circa sei chilometri e l’edificazione di due lunghi moli foranei.

Diga foranea nord "Luciano Cavalcoli"
Diga foranea nord "Luciano Cavalcoli". Click to expand.
Quello settentrionale, dedicato a Luciano Cavalcoli, presidente della Camera di Commercio e della SAPIR, ha una lunghezza di 2250 metri

Diga foranea Sud "Benigno Zaccagnini"
Diga foranea Sud "Benigno Zaccagnini". Click to expand.
mentre quello meridionale, intitolato a Benigno Zaccagnini, si allunga in mare per 2450 metri.

L'esempio di Ijmuiden
L'esempio di Ijmuiden. Click to expand.
Così come avviene nel porto olandese di Ijmuiden, lo scopo principale dei moli convergenti, che dovrebbero radicarsi a terra per facilitare la manovra delle imbarcazioni, è di proteggere l’ingresso del canale dal fenomeno dell’insabbiamento.
Il 4 agosto 1958, alla presenza dei principali protagonisti della vicenda, dall’onorevole Benigno Zaccagnini al presidente della SAPIR Luciano Cavalcoli, dall’ingegnere Luigi Greco al sindaco Celso Cicognani, fino al ministro Giuseppe Togni, si pone la prima pietra delle nuove dighe foranee.
I lavori per la realizzazione delle due dighe foranee terminano nel 1961, mentre quelli relativi all’ammodernamento del porto si concludono nel 1971.