Il Cimitero Monumentale di Ravenna

L’editto di Saint Cloud (1804), che vietò la pratica delle sepolture all’interno delle aree urbane soggette al dominio napoleonico, fu uno snodo importante per l'urbanistica Ottocentesca. Alla base dell'editto stava la volontà di salvaguardare la salute pubblica, sottendendo un evidente desiderio di sottrarre alla Chiesa un luogo di grande valore per la società.

Non stupisce dunque l’attenzione messa nella progettazione dei nuovi cimiteri, a cui la mentalità ottocentesca affidava adesso il compito di esprimere gli ideali della società borghese.

Un buon esempio di tale mutamento di prospettiva è proprio il Cimitero Monumentale di Ravenna, che l’ingegnere capo del Comune Romolo Conti (1832-1908) progettò nelle immediate vicinanze del vecchio Camposanto (aperto nel 1817).

I lavori iniziarono nel 1879 e si organizzarono al fine di risolvere un doppio problema: preservare il terreno di sepoltura dai rischi di allagamento; e realizzare uno spazio cimiteriale che fosse davvero monumentale, in grado di soddisfare le aspirazioni di una borghesia cittadina in forte ascesa.

Il piano terreno fu alzato di 60 centimetri per evitare il pericolo di inondazioni e per lo stile architettonico fu scelto un neogotico privo di eccessi, ben integrato con l’ambiente meditativo suggerito dalla presenza dell’acqua e della pineta, all’epoca molto apprezzato nei cimiteri monumentali italiani.

All’interno della struttura i migliori scultori ravennati – da Enrico Pazzi (1818-1899), ad Attilio Maltoni (1862-1911), da Luigi Casadio (1873-1933) a Gaetano Cellini (1875-1957) – avrebbero poi negli anni realizzato pregevoli monumenti funebri per le più importanti famiglie borghesi ravennati.

Monumento famiglia Ravulli, Alessandro Massarenti(1846-1923)

Tra questi ultimi merita di essere ricordato il monumento a Mazzotti, realizzato nel 1906 da Alessandro Massarenti, costituito da un ritratto del defunto, a forte rilievo, sovrastante una figura femminile seduta e identificabile nell’allegoria dell’Industria e della Mercatura.

La “memoria Sirotti” di Alessandro Massarenti, è un'opera scultorea caratterizzata dall’intensa espressione dei volti di due giovanissime sorelle defunte.

Tra i personaggi celebri che riposano nel Cimitero Monumentale di Ravenna troviamo Nullo Baldini, Fortunato Buzzi, Romolo Gessi, Luigi Rava, Corrado Ricci e Gioacchino Rasponi.