
La Fabbrica Vecchia e il Marchesato
Proprio allo sbocco del nuovo Canale Corsini, o meglio conosciuto come Canale Candiano, su progetto del 1762 di Antonio Farini, la Comunità di Ravenna avvia la costruzione del Casone o Torre della Sanità, oggi conosciuto come Fabbrica Vecchia.
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Inizialmente nell’edificio erano alloggiati il deputato sanitario del porto, il daziere dell’ancoraggio e il custode della chiave della catena di sbarramento posta all’ingresso del canale. Sulla sommità del tetto era posto il fanale a legna ‘per scorta dei naviganti’, ossia il primo faro del porto Corsini.

In un documento del 1766, conservato presso l’Archivio di Stato, è possibile vedere l’originale configurazione della Fabbrica Vecchia, con i suoi corpi minori, le ali laterali, il pontile sul quale si svolgeva il mercato del pesce, la palificata e anche la catena posta a sbarramento del canale. (FIG. Pianta del terreno datosi in Enfiteusi…’ di Antonio Farini.

Qualche anno più tardi, a fianco della Fabbrica Vecchia, viene edificata dal marchese Cavalli una costruzione ad uso di osteria, bottega e magazzino, più comunemente conosciuta come Marchesato.
Nel corso dell’Ottocento l’importanza dei due fabbricati crebbe sempre di più: mentre la Fabbrica Vecchia si trasformava in una sorta di centro amministrativo del piccolo borgo, in virtù della presenza della Capitania e della guarnigione della Guardia di Finanza, il Marchesato si trasformava in un affollato condominio.

Nel 1867, in seguito alle sempre più ingenti e continue spese di ristrutturazione e miglioramento del porto e del canale, Il Comune di Ravenna vendette una parte della Fabbrica Vecchia a don Felice Montanari.
Dopo la Seconda guerra mondiale, il peggioramento delle condizioni idrogeologiche dell’area sulla quale insistevano i due fabbricati portò al loro abbandono sul finire degli anni Settanta.
La soluzione al grave stato di abbandono, che da allora ha caratterizzato l’area, si è concretizzata solo di recente: facendo seguito all’accordo siglato nel 2003, l’Autorità portuale ha investito cinque milioni di euro nel restauro dei due fabbricati, i quali, al termine dei lavori, saranno concessi in comodato gratuito per 99 anni ai vigili del fuoco.
Nei locali della Fabbrica Vecchia troverà posto il comando operativo delle operazioni nel porto, mentre in quelli del Marchesato di collocherà il centro nazione di formazione addestramento per le attività subacquee.