
Il Grand Hotel Pineta

Tra le fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento si diffonde anche nel ravennate la moda delle gite al mare tra i cittadini. Diverse locande della zona (come le osterie Al Sole e Miramare, presso Porto Corsini) si adeguano allo sviluppo del turismo, e iniziano a offrire ospitalità per la notte.

La spiaggia di Porto Corsini, in una cartolina del 1930 circa.
Nel 1930 viene edificato per conto dell’Azienda di Soggiorno di Ravenna il Grand Hotel Pineta. La struttura rappresentava l’albergo più lussuoso che fosse possibile trovare in zona. L'albergo diventa presto un luogo di ritrovo per le alte gerarchie fasciste, che ne sfruttano i lussuosi spazi per organizzare incontri di gala.
"Il grande edificio è in prospetto del mare, con una grandissima terrazza che dà sul Viale Litoraneo: altre due ampie terrazze ai piani superiori dalle quali si godono magnifici panorami sul mare e sulla Pineta sino a Ravenna..." Touring Club Italiano, Guida Pratica ai luoghi di Soggiorno e di Cura d'Italia, Parte I, Vol. II (1933)
Il Grand Hotel Pineta venne inizialmente gestito da Giusto Zavagno, conduttore anche dell’albergo San Marco di Ravenna; dopo poco più di un anno, tuttavia, è costretto a chiedere di essere sollevato dall’impegno. Subentra così la Società Movila di Praga, che per un paio di stagioni, prima di venire dichiarata fallita nell’estate del 1933, svolge un’intensa opera di promozione della località balneare ravennate sul mercato cecoslovacco.
La stagione estiva del 1933 viene affidata a Carlo Pagano, già albergatore nell’isola di Capri, e quella del 1934 vede l’entrata in gioco di Edoardo Steiner, un imprenditore austriaco che già gestisce altri due alberghi a Riccione. Steiner apporta ulteriori notevoli miglioramenti all’hotel, costruendo una pista da ballo, alcuni campi da tennis e allestendo nel parco un ristorante (la "Capanna del pesce") ad uso degli ospiti.
Ospiti cecoslovacchi con il gestore dell'hotel, in una foto degli anni '30 (Fonte: Cara Marina di Pericle Stoppa)
Veduta del Grand Hotel Pineta (sulla sinistra), negli anni trenta.
Alla richiesta di ridurre il canone d’affitto, in ragione del brusco calo di prenotazioni fatto registrare nell’estate del 1939, l’Azienda di Soggiorno decide, nell’inverno del 1940, di rescindere il contratto. Il Grande Albergo Pineta, come era stato ribattezzato, in ossequio alla politica linguistica del regime fascista, viene quindi affidato ai fratelli Mingozzi.
Nel settembre 1943 la struttura viene occupata dalle truppe tedesche, che nella primavera del 1944 decidono infine di abbatterlo per meglio organizzare le difese costiere, in previsione di un possibile sbarco alleato.